Ambiente

Quella che sembra sporcizia è posidonia (e serve al mare)

Le foglie marroni sulla battigia non sono rifiuti. Sono l'ecosistema marino del Mediterraneo. Perché toglierle è un errore che paghi in pochi anni.

Posidonia sulla battigia
Banquette di posidonia spiaggiata. Non è sporcizia: è il sistema immunitario della costa.

Arrivi in spiaggia alle 8, vedi il bagnino con il trattore che rastrella. A terra, un tappeto marrone di foglie intrecciate. "Meno male che puliscono", pensi. Peccato che quello che sta togliendo non sia sporcizia, ma la Posidonia oceanica: una pianta marina endemica del Mediterraneo, fondamentale per la vita dell'ecosistema costiero. Rimuoverla fa tre danni: distrugge l'habitat di 400 specie, accelera l'erosione della spiaggia, rilascia CO2 stoccata per secoli.

Che cos'è, esattamente

La posidonia non è un'alga. È una pianta vera, con radici, rizomi e fiori, che vive solo nel Mediterraneo tra 1 e 40 metri di profondità. Forma vere e proprie praterie sottomarine — quelle del Salento sono tra le più estese d'Italia, e alcune hanno oltre 100.000 anni. Sono organismi viventi più antichi delle piramidi, di qualsiasi civiltà umana.

In estate, quando le tempeste strappano le foglie vecchie, queste galleggiano e si spiaggiano. Sulla riva si accumulano in forma di "banquettes" — le strutture intrecciate marroni che vedi. Col tempo, queste banquettes fanno tre cose.

1. Proteggono la spiaggia dall'erosione

Le banquettes sono barriere naturali contro le mareggiate. Assorbono l'energia dell'onda prima che arrivi alla sabbia. Studi ARPA Puglia mostrano che le spiagge ripulite meccanicamente ogni anno perdono fino a 2 metri di sabbia per stagione. Quelle lasciate con le banquettes mantengono la linea di costa.

«La posidonia è il sistema immunitario della spiaggia. Togliendola, togliamo la difesa.»

2. Sono habitat per 400 specie

Nella prateria sottomarina vivono seppie, cavallucci marini, saraghi, pesci ago, molluschi, ricci, stelle marine. Quando la posidonia scompare, scompaiono anche loro. Ecco perché in molte zone del Salento non si trovano più i saraghi di una volta: non è overfishing, è perdita di habitat.

3. Stoccano CO2 come foresta

Un ettaro di prateria di posidonia assorbe 15 volte più CO2 di un ettaro di foresta amazzonica. Il carbonio viene fissato nei sedimenti per millenni. Quando bruciamo le banquettes in spiaggia — cosa ancora praticata in alcune zone — liberiamo carbonio stoccato da secoli.

Perché l'hanno rimossa per 30 anni

Per ragioni di pura estetica turistica. Negli anni '80, con l'esplosione del turismo balneare di massa, la "spiaggia pulita" è diventata sinonimo di "spiaggia vuota di posidonia". I concessionari rimuovevano tutto ogni mattina. Era illegale, ma nessuno controllava.

Oggi le cose stanno cambiando. La Posidonia oceanica è specie protetta da direttiva europea Habitat dal 1992. In Puglia, dal 2021, è vietata la rimozione meccanica su tutto il demanio. I concessionari ora possono solo spostare le banquettes, non rimuoverle.

Cosa fare quando la trovi

Niente. La posidonia è innocua, non punge, non puzza (se non dopo giorni di sole intenso su grandi accumuli). Puoi calpestarla, stenderti vicino, anche sopra. Alcuni tratti di costa del Salento come Frassanito, Alimini, Campomarino, hanno banquettes permanenti. Sono la prova che la spiaggia sta funzionando, non che è sporca.

Quando non è posidonia

Attenzione: se trovi filamenti verdi-viola sulla battigia, quella è Caulerpa taxifolia, un'alga aliena invasiva. Di solito non arriva fino a terra, ma se la vedi segnala ad ARPA (082.58.XX.XX). Se trovi sfere marroni di fibre intrecciate (le chiamano "uova di Nettuno" o "egagropili"), quelle sono anche posidonia — solo in una forma compatta creata dalle correnti.

Tutto quello che vedi di marrone-beige, intrecciato, fibroso: è vita. È il motivo per cui domani mattina la spiaggia sarà ancora lì.

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Scritto da

Sara Pellegrino

Di Otranto. Conosce ogni caletta da Tricase a Santa Cesarea. Scrive di mare, luoghi e abitudini da vent'anni.

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