Capire il mare

Il vento offshore: perché rende il mare piatto

Quando il vento soffia dalla terra verso il mare, le onde si appiattiscono. Un po' di fisica, un po' di geografia, e come usarla per scegliere la spiaggia giusta.

Mare piatto al mattino
Marina di Pescoluse, vento di tramontana. Mare piatto come un piatto di acqua.

Se hai mai guardato una previsione del vento e ti sei chiesto perché due spiagge vicine, con la stessa intensità di vento, abbiano condizioni opposte, la risposta è una sola: la direzione. Il vento che soffia dalla terra verso il mare appiattisce le onde. Quello che soffia dal mare verso la terra le amplifica. Tra i due c'è la differenza tra una mattina da cartolina e un pomeriggio rovinato.

Cosa succede alla superficie

L'onda è fatta di aria che spinge acqua. Se il vento soffia offshore (da terra verso mare), incontra la superficie con poco fetch — cioè poca distanza per accumulare energia. L'acqua è protetta dalla costa alle spalle, non ha spazio per organizzarsi in creste. Il risultato è una superficie liscia, quasi vetrosa, dove il sole si riflette come su uno specchio.

Quando il vento è onshore (dal mare verso terra), invece, ha chilometri di mare aperto alle spalle. Può trasformare un'increspatura in un'onda da 80 cm in meno di due ore. Il fetch è il fattore che fa la differenza.

«Il vento di terra è l'alleato del nuotatore. Il vento di mare è il suo nemico.»

Le direzioni del Salento

La geografia del Salento è un capolavoro di doppia esposizione. Due coste, due venti amici e due venti nemici.

Costa ionica (ovest)

La costa tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca è esposta a ovest. Ama il vento da est (levante, grecale, tramontana): sono offshore, appiattiscono il mare. Odia il vento da ovest-sud-ovest (libeccio, ponente, maestrale): sono onshore, alzano onde corte fastidiose. Pescoluse, Torre Pali, Porto Cesareo danno il meglio con vento da NE a SE passando per nord.

Costa adriatica (est)

La costa tra Otranto e Torre dell'Orso è esposta a est. Simmetrica: ama il vento da ovest (ponente, libeccio), odia quello da est (levante, scirocco, greco). Baia dei Turchi, Alimini, Porto Badisco sono al top con vento da SW a NW passando per ovest.

Leuca (estremo sud)

La punta più a sud è esposta a tutti i venti. Solo la tramontana stabile (da nord) lavora bene su entrambi i versanti, e solo quando è moderata.

Come lo usiamo nel punteggio

Il punteggio QualeSpiaggia tiene conto della direzione del vento rispetto a ogni specifica spiaggia. Per ogni spiaggia memorizziamo l'angolo di esposizione (da dove "guarda" il mare). Poi confrontiamo la direzione del vento previsto: se il vento entra da dietro la costa (angolo > 90° rispetto all'esposizione), è offshore e abbassiamo il peso negativo del vento. Se entra frontalmente (angolo < 45°), lo penalizziamo di più.

Questo spiega perché due spiagge vicine, con 12 km/h di vento e stessa ora, possono avere un punteggio 85 (offshore) e 52 (onshore).

La regola pratica

Prima di uscire, guarda sempre due cose: la velocità del vento e la direzione. Una vela web decente (o la nostra app) te le dà entrambe. Se il vento è forte ma offshore, vai tranquillo. Se è moderato ma onshore, diffida.

E ricordati la regola del mattino: quasi sempre il mare è più piatto fino alle 10, perché durante la notte il vento di terra (detto "terral" o "brezza di terra") ha lavorato contro il mare. Dal tardo mattino entra la brezza di mare (onshore), e le onde iniziano a crescere. Questa è la vera ragione del "mare che si alza nel pomeriggio".

Nel Salento la regola funziona 8 giorni su 10 da maggio a settembre. Gli altri due giorni, il punteggio te li dice.

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Scritto da

Matteo V.

Di Gallipoli. Ex-meteorologo, convertito al codice. Si occupa del modello di scoring e della pipeline dati.

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