Guida completa
Spiaggia di Capocotta: guida alla spiaggia
Com'è la spiaggia
Capocotta è una porzione di litorale romano e di Agro Romano. Con questo nome oggi si indica soprattutto la spiaggia di Capocotta, estesa per circa 45 ettari. È uno dei tratti di dune meglio conservati d'Italia, secondo Wikipedia. Si tratta di una spiaggia dunale di macchia mediterranea. Secondo Wikipedia, la spiaggia è attrezzata come spiaggia libera, con chioschi amministrati da Roma Capitale e concessi a operatori privati. È nota per ospitare la prima oasi naturista autorizzata d'Italia, inaugurata nel 2000. La spiaggia è riconosciuta dal movimento naturista internazionale ed è un punto d'incontro per la comunità LGBT romana.
Il toponimo deriverebbe da una tenuta, già nota con il nome di Capocorso, emersa nel XV secolo come proprietà di Camillo Capranica. Nel XVII secolo la tenuta passò ai Borghese. Secondo il Catasto annonario del 1803, la Tenuta di Capocotta aveva una superficie di circa 760 ettari. Agli inizi del XX secolo divenne proprietà privata dei Savoia, che intendevano così ingrandire la tenuta di Castelporziano. Con la fine della monarchia, tre quarti della tenuta divennero proprietà degli eredi di Vittorio Emanuele III. L'area fu lasciata in abbandono e acquistò una cattiva fama dopo il rinvenimento del corpo di Wilma Montesi nel 1953.
Nel 1965 il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat annunciò l'intenzione di assegnare una porzione della spiaggia della tenuta di Castelporziano al comune di Roma, perché venisse attrezzata come spiaggia libera. I cosiddetti «otto cancelli» furono inaugurati nell'agosto 1965, ma il tratto della tenuta di Capocotta compreso fra l'ultimo cancello e Torvaianica rimase di proprietà privata. Su quella porzione era prevista la costruzione di circa 1900 villini. Il tratto era però già frequentato abusivamente ed era noto come «il buco», perché vi si entrava da un buco nella recinzione. La speculazione edilizia allertò diverse associazioni ambientaliste, fra cui il WWF Italia. Nel 1985 il presidente della Repubblica Sandro Pertini dispose l'annessione dei circa 1000 ettari della tenuta di Capocotta alla tenuta presidenziale di Castelporziano. Con quell'annessione fu ricostituita l'unità storica dell'antico territorio di Laurentum.
Il nome della spiaggia divenne noto al pubblico italiano per un caso di cronaca nera, il caso Montesi. La vicenda avrebbe ispirato alcune scene del film di Federico Fellini La dolce vita. La canzone Nuntereggae più (1978) di Rino Gaetano cita il nome della spiaggia. Il film Il principe di Ostia Bronx di Raffaele Passerini, presentato nel 2017, è girato quasi interamente sulla spiaggia di Capocotta. Negli anni settanta Pier Paolo Pasolini scelse la spiaggia come luogo di una delle sue interviste «corsare».
Come arrivare
La versione italiana di Wikipedia colloca la spiaggia fra i chilometri 8 e 10 della via Litoranea (SP 601). Quella inglese indica invece il tratto che va dal km 7,6 al km 10,1 della strada 601. Turismo Roma colloca il complesso di Capocotta fra il km 8 e il km 10 della Litoranea Ostia-Anzio. Il punto con cui QualeSpiaggia individua la spiaggia cade in questo tratto: le sue coordinate si trovano a poche decine di metri da quelle che Turismo Roma indica per uno degli stabilimenti di Capocotta. A 0,5 km in linea d'aria a sud-est di questo punto si trova l'Oasi Naturista di Capocotta. La Spiaggia comunale libera di Castelporziano è invece a 2,2 km in linea d'aria a nord-ovest. Fra le località costiere dei dintorni di Roma ci sono Ostia, Torvaianica, Fregene, Anzio e Nettuno. Prima di partire conviene verificare come raggiungere il proprio punto di accesso alla spiaggia.
Quando andare
Secondo Wikivoyage, d'estate i romani si riversano nei numerosi centri balneari del litorale laziale, basso e piatto. Secondo i dati di QualeSpiaggia, la riva guarda verso sud-ovest. Con tramontana, grecale e levante il vento arriva da terra: la spiaggia è riparata e il mare sotto costa tende a essere più calmo. Con ostro, libeccio e ponente il vento arriva invece dal mare: la spiaggia è esposta e possono formarsi onde. Scirocco e maestrale soffiano di traverso rispetto alla riva. Sono indicazioni ricavate dall'orientamento della costa, non previsioni del tempo.
Fondale e mare
La spiaggia è di sabbia e si affaccia sul mar Tirreno. Nella stagione 2025 l'Agenzia europea dell'ambiente (EEA) ha classificato come eccellente la qualità delle acque di balneazione del punto di monitoraggio associato alla spiaggia. Ai problemi dovuti alla pressione delle persone si sommano quelli dell'erosione causata dalle mareggiate. La mareggiata del 2001 ha «mangiato» 50 metri di costa e fatto franare le dune. Dopo quella del 2008, nel 2009 la Regione Lazio ha stanziato 24 milioni di euro per farvi fronte. Con il mare mosso è prudente restare dove si tocca.
Servizi e spiaggia libera
Negli anni la spiaggia, assegnata come quella di Castel Porziano al comune di Roma, è stata attrezzata con diversi chioschi gestiti da privati, pur rimanendo a libero accesso. Turismo Roma elenca 6 chioschi, fra cui Zagaia, Mediterranea, Settimo Cielo, Oasi Naturista e Mecs Village. Fra i servizi la stessa pagina indica ristorante, bar, bagni, noleggio di ombrelloni, lettini e pedalò, un campo da beach volley e un parcheggio per i clienti. Secondo Turismo Roma, all'interno del complesso si trova anche l'Oasi Naturista, a ingresso gratuito. Conviene informarsi prima sui servizi dei chioschi oppure portare con sé ombrellone e acqua.
Regole e aree protette
Secondo Wikipedia, per la sua importanza naturalistica nel 1996 la spiaggia è stata inserita nella riserva naturale statale Litorale Romano. Wikivoyage indica invece il 1991 come anno in cui il litorale divenne riserva naturale statale. Turismo Roma, nella pagina sulla spiaggia di Castel Porziano, indica il 1996 come anno di istituzione della riserva da parte del Ministero dell'Ambiente. La riserva racchiude aree di Roma Capitale e del Comune di Fiumicino, che ne sono gli enti gestori. Nel gennaio 2020 la Regione Lazio ha comunicato l'adozione, dopo oltre 20 anni di attesa, del Piano di Gestione e del Regolamento della riserva. Il comunicato aggiungeva che con il piano gli enti gestori avrebbero avuto uno strumento di riferimento per la gestione delle aree di rispettiva competenza. Su invito dell'Unione Naturisti Italiani la Commissione di controllo della riserva ha chiesto chiarimenti al comune di Roma e al Corpo Forestale dello Stato sulle mancate demolizioni di insediamenti abusivi su suolo demaniale, ordinate a partire dal 1999. Le dune sono un ambiente fragile: conviene camminare sui passaggi esistenti e non portare via sabbia o piante.
Nei dintorni
Le zone di campagna più interne, che corrispondono al territorio dell'antico Casale Capocotta, fanno parte della riserva naturale di Decima Malafede e della Tenuta Presidenziale di Castelporziano. Anche queste aree presentano un notevole valore naturalistico. Wikivoyage annovera nella riserva del Litorale Romano aree di grande interesse naturalistico come la Pineta di Castel Fusano e le dune di Capocotta. Non mancano aree di interesse archeologico, come l'antica città di Ostia, i porti imperiali e insediamenti preistorici.
Fonti
- Wikipedia (it) — Capocotta
- Wikipedia (en) — Capocotta
- Wikivoyage (it) — Roma
- EEA — Bathing water quality 2025 (IT012058091010)
- QualeSpiaggia — open data spiagge (CC BY 4.0)
- | Regione Lazio | AMBIENTE: OK A PIANO E REGOLAMENTO DELLA RISERVA NATURALE STATALE LITORALE ROMANO
- Stabilimenti di Capocotta | Turismo Roma
- VIII Cancello - ultimo varco | Turismo Roma