La parte di Salento che guarda a ovest. Sabbia, fondali bassi, mare che diventa caraibico nelle giornate giuste.
Quando un salentino dice "andiamo al mare ionico" sta dicendo qualcosa di preciso: ci aspetta una costa bassa, sabbiosa, fatta di dune coperte di ginestra e di acque che a un metro dalla riva sono ancora trasparenti. È il fianco sud-occidentale della penisola, dal limite settentrionale di Porto Cesareo fino al promontorio di Leuca. Sono circa 60 km di battigia in cui, nelle giornate buone, l'acqua diventa quel verde lattiginoso che gli stranieri chiamano "Maldive del Salento" — Pescoluse e Torre Mozza in primis.
La differenza tra ionica e adriatica non è solo geografica, è anche meteorologica. Lo scirocco e il libeccio sono i venti che fanno alzare le onde qui: arrivano dal mare aperto e non incontrano ostacoli prima di toccare la costa. Quando soffia tramontana da nord-est, invece, lo ionio si appiattisce: è il vento giusto per Pescoluse, Punta Prosciutto, Lido Marini. Vale la pena imparare questa regola perché, in un'estate salentina, tramontana e scirocco si alternano e non c'è mai un giorno di mare brutto su tutte le spiagge contemporaneamente.
Sul piano dei servizi, lo ionico è la costa più infrastrutturata: la statale 274 e la litoranea SP108 collegano tutti i lidi, parcheggi sterrati o asfaltati ci sono praticamente ovunque, e d'estate i bus della SGT fanno la spola tra Lecce e Gallipoli toccando le spiagge principali. La densità di stabilimenti è alta — Lido Pizzo, Padula Bianca, Marina di Mancaversa offrono lettini e ombrelloni per tutto l'arco della stagione — ma esistono ancora tratti liberi molto lunghi, soprattutto tra Torre Pali e Torre Mozza, e tra Punta Prosciutto e la Riserva di Torre Lapillo, dove la dune protette costringono il turismo a tenersi a distanza.
Un'avvertenza: la sabbia fine dello ionico è ancora viva. Significa che quando il mare è mosso le onde portano alghe di posidonia sulla battigia, e che dopo le mareggiate la spiaggia cambia forma. Non è sporcizia, è il segno che l'ecosistema funziona. Se preferisci battigia "pulita" cercata col rastrello, vai sui lidi privati. Se ti va bene calpestare un po' di posidonia per arrivare all'acqua, le spiagge libere sono spettacolari.
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Lo ionico è bello da maggio a ottobre, ma ha due picchi stagionali distinti: fine maggio - prima settimana di giugno per il mare più caldo del previsto e zero folla, e seconda metà di settembre per l'acqua a 24-25°C senza le ombre lunghe di agosto. Luglio e agosto sono pienissimi: arriva presto (entro le 9:30) o tardi (dopo le 17, quando l'ombra inizia ad allungarsi sui parcheggi). I weekend di agosto, sui parcheggi sterrati delle spiagge libere, conviene farsi lasciare in macchina o andare in bici da Torre Vado / Pescoluse.
L'arteria principale è la litoranea SP108, che corre quasi sempre vista mare da Porto Cesareo a Torre Pali. Da Lecce in macchina, la via più rapida per le spiagge sud è la SS274 ("Maglie - Leuca"), uscita Ugento o Salve. Da Brindisi, per Porto Cesareo si passa dalla Lecce-Gallipoli. Treno: Sud Est (FSE) ferma a Galatina, Casarano, Ugento, Gallipoli — dalle stazioni servono pullman o un noleggio per arrivare in spiaggia. D'estate la Salentoinbus attiva linee dirette dalle stazioni alle spiagge.
Lo ionico ha pochissima ombra naturale: ombrellone obbligatorio se non vai in lido, e una stuoia larga per mettersi sulla battigia bagnata (la sabbia asciutta scotta dalle 11 alle 16 in agosto). Acqua in abbondanza — nei tratti liberi non sempre c'è un baretto entro 200 metri. Crema solare SPF 50 anche se sei abbronzato: l'indice UV ionico in estate raggiunge regolarmente 9-10. Se hai bambini piccoli, le scarpine di gomma aiutano dove il fondale ha tratti di posidonia secca o piccoli sassi (raro ma capita).