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Spiaggia di Punta Aderci: guida alla spiaggia
Com'è la spiaggia
La Spiaggia di Punta Aderci si trova nel comune di Vasto, in provincia di Chieti, e si affaccia sull'Adriatico. È una delle spiagge della riserva naturale guidata Punta Aderci, e condivide il nome con l'omonimo trabocco, che fa parte del sistema della costa dei trabocchi. Le spiagge della riserva sono, nell'ordine: Torre Sinello, Mottagrossa, Punta Aderci, i Libertini e Punta Penna. Lungo questo litorale si alternano baie, calette, falesie rocciose e spiagge di ciottoli e di sabbia.
La riserva prende il nome dal promontorio di Punta Aderci, alto 26 m sul livello del mare. Il nome è legato alla passata presenza di resti archeologici dedicati a Ercole. Il promontorio offre una visuale a 360° su tutta la riserva e lo sguardo arriva fino alla Majella e, al tramonto con buona visibilità, al Gran Sasso. Dalla spiaggia dei Libertini si risale una gradinata fino in cima alla falesia e al promontorio di Punta Aderci. Sull'altro lato del promontorio si apre un'altra spiaggetta, e da lì si prosegue verso Mottagrossa.
Alle spalle della costa la zona pianeggiante e collinare è a tratti antropizzata, ma per la maggior parte è coltivata a graminacee, oliveti e vigneti. Ai margini dell'arenile e ai piedi delle falesie si allineano dune parallele, fatte di sedimenti fini portati dalle onde e dal vento, su cui cresce una vegetazione psammofila.
Come arrivare
Il centro di Vasto si trova a 6,4 km in linea d'aria a sud della spiaggia e Casalbordino a 8,9 km a ovest. La riserva si estende dalla foce del fiume Sinello, al confine con il comune di Casalbordino, fino al porto di Vasto. È attraversata da alcuni sentieri, tra cui uno che la collega alla riserva naturale guidata Bosco di Don Venanzio, nel comune di Pollutri. Vi passa anche un tratto di pista ciclabile della ciclovia Adriatica, che ricalca l'ex tracciato della ferrovia Adriatica e attraversa pinete con piante tipiche della macchia mediterranea.
Dalla spiaggia di ciottoli di Mottagrossa fino alla foce del Sinello inizia una zona selvaggia con 3 chilometri di percorso panoramico, da fare a piedi o in mountain bike tra pinete, valloni e macchia mediterranea. Conviene procurarsi la mappa dei sentieri fornita dall'amministrazione della riserva. Verso la foce del Sinello si incontrano le arcate in mattoni che un tempo delimitavano il tracciato della ferrovia, e da lì parte il sentiero che costeggia il fiume. Per OpenStreetMap non sono registrati per questa spiaggia dati su parcheggi, docce o accessibilità.
Quando andare
Secondo i dati di QualeSpiaggia la spiaggia guarda verso nord. Con tramontana, grecale e maestrale il vento arriva dal mare e la spiaggia è esposta alle onde. Con scirocco, ostro e libeccio il vento arriva da terra e il mare sotto costa risulta più riparato. Levante e ponente la prendono di traverso. È un'indicazione ricavata dall'orientamento della costa, non una previsione.
Il fratino, simbolo della riserva, sulla costa vastese nidifica proprio sulle spiagge e depone le uova a terra. Non va disturbato mentre si nutre. Conviene osservare gli uccelli a distanza, senza avvicinarsi ai nidi.
Fondale e mare
La spiaggia è di ciottoli. Nella stagione 2025 l'Agenzia europea dell'ambiente (EEA) ha classificato eccellente la qualità delle acque di balneazione nel punto di campionamento di riferimento per la spiaggia. Negli anfratti della parte bassa delle falesie e tra gli scogli cresce l'alga rossa Halymenia floresia, presente anche in alcune cavità di Punta Aderci. In mare aperto, al largo della riserva, sono presenti cetacei come la stenella striata e il tursiope.
Regole e aree protette
La riserva è stata istituita con la legge regionale n. 9 del 20 febbraio 1998 come riserva naturale regionale guidata, e Wikipedia la indica come la prima area protetta istituita lungo la costa d'Abruzzo. La riserva, nel territorio comunale di Vasto, occupa 285 ettari, che diventano 400 con l'area di protezione esterna. In seguito è stata riconosciuta come sito di importanza comunitaria nell'ambito della direttiva habitat. Il gestore è il comune di Vasto, che dal 2000 si avvale della cooperativa COGECSTRE di Penne per la gestione operativa. Il piano di assetto naturalistico è stato approvato dal consiglio regionale dell'Abruzzo il 25 settembre 2007. Ai visitatori si chiede di rispettare la flora e ogni angolo dell'area protetta.
Nel 2020 un violento incendio doloso ha colpito la riserva, in particolare la parte alta della spiaggia di Punta Penna, e ha distrutto parte della vegetazione e delle infrastrutture. Nell'estate successiva i roghi si sono ripetuti alla spiaggia di Mottagrossa. Tra le piante del litorale ci sono l'elicriso italiano, l'eringio marino, l'euforbia marittima, il finocchio spinoso, il giglio di mare, il mirto, il papavero giallo e la silene colorata. Lo sparto pungente, specie simbolo della riserva, compare nel logo dell'area protetta insieme al fratino. Tra gli uccelli si contano l'airone cenerino, il cavaliere d'Italia, il fenicottero rosa, il gruccione, il martin pescatore e rapaci come il gheppio, lo sparviero e la poiana.
Nei dintorni
La Spiaggia dei Libertini è a 0,4 km in linea d'aria a sud-est e la Spiaggia di Mottagrossa a 0,7 km a ovest. Camminando lungo la spiaggia di Punta Penna si arriva a quella dei Libertini, dove la sabbia fine lascia il posto ai ciottoli, ma il fondale resta sabbioso, basso e punteggiato di piccoli scogli. Secondo una leggenda, il nome verrebbe dalle suore di un convento della zona, che un secolo fa venivano qui a prendere il sole scoprendo un po' gambe e braccia.
La Spiaggia di Punta Penna è a 1,2 km in linea d'aria a sud-est. Si raggiunge con un percorso a gradini ed è una lunga lingua di sabbia a forma di anfiteatro, chiusa alle spalle dalle dune. Tra gli scogli del tratto di mare più prossimo alla costa, in corrispondenza della spiaggia di Punta Penna, si trova sommerso un anfiteatro marino naturale in cui crescono diverse specie endemiche di piante acquatiche. Nel 2026 l'elenco Bandiera Blu per Vasto comprende Vignola/San Nicola, Punta Penna e San Tommaso. Italia.it descrive il faro di Punta Penna come il secondo più alto d'Italia dopo la Lanterna di Genova, con i suoi 70 metri e 307 scalini fino alla sommità.
Lungo il Medio Adriatico, nel tratto da Ortona a Vasto, si incontrano i trabocchi, palafitte per la pesca che Gabriele D'Annunzio definì ragni colossali. Molti sono stati restaurati e alcuni ospitano un ristorante.
Fonti
- QualeSpiaggia — open data spiagge (CC BY 4.0)
- Wikipedia (it) — Riserva naturale guidata Punta Aderci
- Wikivoyage (it) — Riserva naturale guidata Punta Aderci
- Riserva Naturale di Punta Aderci, Abruzzo - Italia.it
- OpenStreetMap
- EEA — Bathing water quality 2025 (IT013069099012)
- FEE Italia — Bandiera Blu 2026, elenco spiagge